CHAOS-Humanoid B12

CHAOS-Humanoid B12

La fantascienza approda a teatro.Siamo nel 2026, in un mondo in cui il progresso tecnologico è talmente avanzato che l’uomo si è dimenticato di sé stesso. Agli inizi del XXI secolo si auspicava un mondo in cui le differenze non sarebbero più state causa di divisioni. La perdita di valori, un feroce relativismo unito allo smarrimento di rapporti umani veri, hanno alimentato falsi ideali e modelli pericolosi. L’integrazione rimane un problema irrisolto, con la nascita di forme di intolleranza nostalgiche di un passato che ritorna. In questo contesto si intreccia la storia di due personaggi opposti, un biancaliano e una verdiana, costretti a convivere in un campo di sterminio costruito dagli Humanoid B12, i robot di ultima generazione, che dichiarano guerra all’umanità intera. Uno spettacolo per riflettere sulla guerra, sulla migrazione e sull’integrazione. Uno spettacolo che sogna la Pace.

Riconoscimenti:  Premio di drammaturgia ‘Le strade degli altri 2017’

Produzione e distribuzione Mulino ad Arte

Rassegna stampa dello spettacolo:

Teatri On Line – Francesco Roma ;  Teatri On Line – Alan Mauro Vai

MI ABBATTO E SONO FELICE

MI ABBATTO E SONO FELICE

 

Disagio, crisi, scarsa produttività, povertà, inquinamento, surriscaldamento globale, etc..  Ma come, nell’era del benessere ci sono tutti questi problemi?! La felicità dell’uomo occidentale pare essere direttamente proporzionale a quanto produce e quanto consuma. Ma è davvero così? Mi abbatto e sono felice, rifacendosi ai principi etici della Decrescita felice, accompagna il pubblico in un viaggio che fa la spola fra un passato intriso di freschezza e genuinità e un presente frenetico e stanco di correre.

Produzione Mulino ad Arte

Riconoscimenti: MaldiPalco (2015)  |  CassinoOFF (2016)  |  Voce della società giovanile (2017)  |  Anello verde – miglior spettacolo teatrale green & smart (2018)

Rassegna stampa dello spettacolo:

Green News ,Theatron due punto zero , (intervista radio) primaradio , (intervista radio) tutta scena uno ,Teatri On Line , Mani di strega ,Paper Street ,Ehabitat ,Blog Ferdinando Calcagnile , Recensito , Recensito Intervista , Terranuova

KEBAB

KEBAB

di Gianina Carbunariu
regia Riccardo Bellandi

Tre ragazzi, un paese allo sfascio, la voglia di realizzare comunque i propri sogni. Una storia semplice e terriobile, per chi crede ancora ai sogni ma non è disposto a usare qualsiasi mezzo per raggiungerli.
La nuova produzione di ariaTeatro sul pluripremiatro testo di gianina Carbunariu è una storia semplice e terribile.
Originariamente intitolata “mady-baby.edu”, tradotta come “Kebab” in sette lingue e già rappresentata in grandi teatri europei come lo Shaubuhne di Berlino, il Kammerspiele di Monaco, il Théatre-Studio d’Alfroville di Parigi, il Royal Courth di Londra, arriva in Italia per la regia di Riccardo Bellandi.

DUE FRATELLI

DUE FRATELLI

Autore: Fausto Paravidino

Regia: Riccardo Bellandi

Con: Costanza M. Frola (Erika), Daniele Ronco (Boris), Jacopo Trebbi (Lev)

Scenografia: Lorenzo Rota

Musiche: Mattia Balboni

 

Italia, 1998. Boris e Lev sono due fratelli che convivono in un angusto appartamento-cucina assieme ad Erika, una ragazza incontrata per caso. I tre vivono come segregati nella loro tana, emarginati da qualsiasi forma di vita sociale e solo i due fratelli mantengono un contatto con il mondo esterno grazie ad una corrispondenza con loro madre fatta di cassette vocali; cassette che Lev e Boris costellano di bugie per tenerle nascosta la loro malata quotidianità. Erika confessa all’amante Lev di non desiderarlo più e lui precipita in una indelebile sofferenza amorosa. Anziché cercare di recuperarla, Lev persevera in un atteggiamento ostile nei riguardi di Erika, trovando in questo modo l’appoggio di Boris, da sempre contrario alla loro relazione. Boris, sebbene sia il maggiore, si dimostra spesso più fragile e cela dietro alla sua compulsiva voglia di fare rispettare ai coinquilini alcune regole di convivenza, una dipendenza dal minore Lev che spesso fa ribaltare le gerarchie tra i due. I rapporti diventano di giorno in giorno più tesi, finché la situazione precipita. Lev, in un impeto di rabbia verso Erika, sfiora la tragedia ed abbandona la casa. Boris ed Erica, soli, hanno modo di scoprirsi a vicenda e fiorisce così tra loro un legame tenero e sincero che porta una ventata di dolcezza nel clima arido fino ad ora respirato. Ma il gioco d’amore dura poco, troppo poco. Lev torna a casa senza preavviso e capisce subito che durante la sua assenza la situazione gli è sfuggita di mano: l’improvvisa paura di poter perdere definitivamente la ragazza che ama e il suo unico fratello, lo fa degenerare. Comincia così la folle corsa per recuperare quella “normalità” che sembra sia crollata. Ed è il caos.

RASSEGNA STAMPA:

Gufetto pressTeatri On Line – Francesco Roma ; Teatro e critica ;Fermata spettacolo-Rosa de Luca ; Teatro.it

Autore dei testi teatrali della compagnia Mulino ad Arte

Autore dei testi teatrali della compagnia Mulino ad Arte

Parallelamente all’attività di attore, nel corso degli anni Daniele ha coltivato la passione per la scrittura, realizzando diverse opere teatrali con le quali gira le piazze di tutta Italia, affiancato dalla sua compagnia Mulino ad Arte.

Di seguito i testi scritti da Daniele

CHAOS-Humanoid B12 ” , DROPSHOT , I volti di Hiroshima , LEVEL UPLES JUMEAUX ,MI ABBATTO E SONO FELICE ,Scalo di Luna e Uova Toste.

 

IL MEDICO PER FORZA DI MOLIERE

IL MEDICO PER FORZA DI MOLIERE

Martina, per vendicarsi delle sonore legnate ricevute dal marito beone, il taglialegna Sganarello, mette in giro la voce che questi è un grandissimo e prodigioso medico, ma essendo un tipo assai geloso della sua scienza, per esercitare la professione ha bisogno di essere convinto a suon di colpi di bastone. Infatti ne riceverà fino a convincersi di essere davvero medico. La cosa però gli farà capire i vantaggi, economici e non solo, della sua nuova professione che improvviserà in modo ciarlatanesco e magistrale, puntando sull’ ignoranza generale in materia. E, seppur ficcandosi in un grosso guaio, alla fine ne uscirà vincitore, salvando due innamorati da un destino avverso.

Una produzione di Mulino ad Arte.

 

CYRANO

CYRANO

Autore: Edmond Rostand

Adattamento e regia: Pierpaolo Congiu

Con: Pierpaolo Congiu, Lia Tomatis, Daniele Ronco

Scenografia: Crab

Costumi: Roberta Vacchetta

Una fedele riduzione in versi della famosa pièce di Edmond Rostand che mette al centro il dramma della disparità tra l’essere e l’apparire e il rapporto con la parola poetica.

Cyrano ama, non ricambiato, la bella cugina Rossana, a sua volta innamorata del giovane e bel Cristiano che però “non sa parlare d’amore”. Cyrano, per amore di entrambi, presta al giovane penna e capacità oratoria e i tre saranno legati dal segreto delle celate identità fino al dramma finale.
L’opera classica che attraversa momenti di comicità e di lirismo vuole restituire il testo nella sua autentica e originaria teatralità per far vivere e risuonare i versi di Edmond Rostand.

 

RASSEGNA STAMPA:

Il sogno è credibile, siamo trasportati dallo sferzare della spada, dall’energia dell’interprete che non cade mai nella prosopopea, che mantiene alta la tensione dei suoi versi e modula con grande padronanza della mimica i momenti del dramma. E i due giovani attori che lo spalleggiano sono allo stesso modo perfettamente dentro i loro ruoli.
Nel finale la pedana gira vorticosa sotto i piedi dell’eroe che ancora si ostina e ancora sferza con la lingua e con la spada, sferza la gravità che vuole vincerlo, le brutture del mondo, la morte ormai vicina. Cyrano infine cade, è morto: la sfida è perduta, ma che bellezza.
Pier Franco Brandimarte su teatrinonline.it

Sintetico, icastico, suggestivo nella sua essenzialità, il Cyrano di Crab Teatro è una pièce fremente di rispetto per l’autore di riferimento, Edmund Rostand, e per il teatro d’altri tempi, quello degli attori che incastonavano storie immense nelle “o” di legno dei palcoscenici elisabettiani.
Maura Sesia – Repubblica

La drammaturgia seleziona e frantuma il testo ma ne mantiene gli equilibri anche nella buona regia, abile in spazi minimi, di Pierpaolo Congiu che è contemporaneamente un ottimo Cyrano.
Maria Dolores Pesce su dramma.it