Recensione Mi abbatto e sono felice

Recensione Mi abbatto e sono felice

[..]In bicicletta va anche Daniele Ronco nel suo spettacolo, Mi abbatto e sono felice, con la regia di Marco Cavicchioli. Un monologo a impatto ambientale zero, visto che l’energia elettrica necessaria per la messa in scena viene prodotta dalle pedalate stesse dell’attore.Una corsa in bici attraverso l’infanzia di Daniele, tutta incentrata su una figura fondamentale per lui: il nonno. Spartano, schietto, saggio, nonno Michele è la figura austera e tenera che torna dal passato per ricordarci quando siano sensati i suoi consigli anacronistici. Fulcro del racconto, compare sulla scena come uno spirito benevolo, evocato dai racconti Daniele. Insieme a lui, percorriamo le strade della campagna torinese tra i ricordi di una vita semplice soppiantata dalle sofisticatezze del consumismo più beceroMi abbatto e sono felice è il manifesto di una decrescita felice (non a caso il testo è ispirato all’omonimo libro di Maurizio Pallante), che guarda non al futuro ma al passato, recuperando l’unica strada possibile per salvare il nostro pianeta. Lo spettacolo originale nella sua forma drammaturgica segue il filone del Teatro di Narrazione: pedalata dopo pedalata le luci alimentate da Ronco infondono ritmo al testo e sottolineano i momenti salienti della storia. Come il genere richiede il perno narrativo può essere rintracciato nella volontà politica e sociale di denunciare i mali della nostra contemporaneità. L’ambiente, l’ecologia e il futuro del nostro pianeta sono argomenti spesso dimenticati dalla politica: con Mi abbatto e sono felice il teatro torna ad abitare questo vuoto, offrendo al pubblico spunti di riflessioni e suggestioni che presto dovranno trasformarsi in azioni necessarie, se vogliamo assicurare la nostra sopravvivenza su questo pianeta.

Intervista a Daniele Ronco su “Mi abbatto e sono felice”

Intervista a Daniele Ronco su “Mi abbatto e sono felice”

intervista completa

D) Daniele in “Mi abbatto e sono felice” non solo hai sposato il tema ambientale, ma hai messo in scena un vero e proprio spettacolo a basso impatto ambientale. Raccontaci…

R) Gli abiti di scena sono quelli di mio nonno e recito pedalando e in questo modo  produco l’energia necessaria per lo spettacolo. E’stata la prima volta che ci ho messo la faccia politicamente, nel senso che prendo posizione sul tema ambientale. Mi sono ispirato alla vita di mio nonno, alla sua etica. Nella prima parte  c’è uno stile basato sulla satira, sull’ironia, uso degli aneddoti, poi chiudo in modo più pesante utilizzando dati scientifici.

D) Da dove nasce questa militanza artistica green?

R) Da anni mi sono avvicinato ad un certo stile di vita basato sull’etica del vivere sano e in armonia con la terra.  Il mio quotidiano è basato sulla sobrietà, non riesco a divertirmi se so che faccio del male all’ambiente!

D) Quali sono le tue pratiche “sostenibili”, quelle che metti in atto ogni giorno?

R) La mia alimentazione è vegana da molti anni,  per motivi anche ambientali e non animalisti. Nel senso che rispetto a quella tradizionale si fa una bella differenza, in positivo, sull’impatto ambientale. Poi cerco di limitare i viaggi in aereo, per le mie vacanze cerco di togliere consumismo e aggiungere  natura.

Recensione Teatri Online su “CHAOS-Humanoid B12”

Recensione Teatri Online su “CHAOS-Humanoid B12”

Chaos – Humanoid B 12 spettacolo molto particolare e visuale della Compagnia Mulino ad Arte di Torino. Testo e regia di Daniele Ronco che si dimostra ancora una volta autore di talento, fantasioso e mai banale. In un mondo futuristico, ma non troppo, gli Humanoid B12, androidi evoluti, sono stati creati per preservare il pianeta dall’estinzione, individuando proprio negli esseri umani la causa principale della graduale distruzione del nostro ecosistema. In scena solo due attori che con la sola presenza di due cumuli di terra riescono ad evocare la lotta che porta gli uomini a scontrarsi con le loro creature evolute, trattando il tema della tolleranza, dell’integrazione, della crescita consapevole e dell’inquinamento, facendo incontrare due personaggi agli antipodi su questi temi. Avvincente, veloce, visuale e visionario, lo spettacolo si avvale di trucchi molto vistosi sui visi degli attori, espedienti semplici ma efficaci sia luminosi che registici e la presenza di un costume Humanoid B12, molto vicino ad un’estetica Steam Punk ricercata, animato da un Daniele Ronco efficace nel trovare una partitura fisica azzeccata all’evocazione dell’androide. Spettacolo a tinte fosche, a volte acido, altre più tenue, per un messaggio originale ed un plot immersivo.